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 Miti su Prometeo: il paladino degli uomini

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MessaggioTitolo: Miti su Prometeo: il paladino degli uomini   Sab 13 Nov 2010, 02:48

Molti sono i miti su Prometeo: alcuni lo vedono come un Titano figlio di Giapeto e di Climene mentre un'altra versione, più antica lo vede figlio di un Gigante, tale Eurimedonte, che lo aveva generato violentando Era, moglie di Zeus. Questa seconda versione spiegherebbe perchè Zeus odia tanto Prometeo.
Prometeo ha anche vari "fratelli" : Epimeteo (il suo esatto contrario, un personaggio "maldestro"), Atlante e Menezio.
Prometeo è sempre stato un "personaggio" molto benevolo nei confronti degli uomini e questa fu la causa principale dei suoi guai.
Ecco un episodio famoso, che dimostra il suo affetto per gli uomini:
Egli riceve da Atena e dagli altri dei un numero limitato di "buone qualità" da distribuire saggiamente fra tutti gli esseri viventi. Epimeteo («colui che riflette dopo»), senza pensarci troppo, cominciò a distribuire le qualità agli animali ma si dimenticò degli uomini; Prometeo rimediò rubando dalla casa di Atena uno scrigno in cui erano riposte l'intelligenza e la memoria, e le donò alla specie umana.

Ma Zeus in quel momento non era favorevole al genere umano, anzi aveva deciso di distruggerlo: non approvava la benevolenza di Prometeo per le sue creature e considerava i doni del titano troppo pericolosi, perché gli uomini in tal modo sarebbero divenuti sempre più potenti e capaci.

Durante un sacrificio agli dei, nella piazza di Mecone, gli uomini si incontrarono e decisero di spartirsi di comune accordo gli animali immolati. Prometeo, convocato in qualità di arbitro per stabilire quali parti di un toro sacrificato spettassero agli dei e quali agli uomini, squartò l'animale, lo tagliò a pezzi e ne fece due parti. Agli uomini riservò i pezzi di carne migliori, nascondendoli però sotto la disgustosa pelle del ventre del toro. Agli dei riservò solo le ossa che celò in un lucido strato di grasso. Fatte le porzioni, invitò Zeus a scegliere la sua parte; il resto doveva andare agli uomini.

Zeus accettò l'invito e si servì della parte grassa, ma vedendo le ossa abilmente nascoste, si infuriò lanciando una terribile maledizione su costoro: da quel momento gli uomini sacrificheranno agli dei e offriranno loro le parti immangiabili dell'animale sacrificato, consumandone le carni, ma i mangiatori di carne diverranno per questo mortali mentre gli dei rimarranno i soli immortali. Lo sfrontato raggiro doveva comunque essere punito e Zeus, senza colpire direttamente Prometeo, tolse il fuoco agli uomini e lo nascose.

Da qui ha origine un altro mito famoso, quello del Fuoco:
si racconta che Prometeo di nascosto fosse salito all'Olimpo per rubare il fuoco a Zeus (alcune versioni dicono che abbia acceso una torcia dal carro di Elios, altre versioni dicono che abbia rubato qualche tizzone ardente dalla fucina di Efesto) e riportarlo agli uomini.
Zeus però scoprì il misfatto ed ordinò ad Efesto di plasmare una donna, Pandora, e la diede ad Epimeteo (fratello di Prometeo) come dono. Epimeteo però era stato avvertito: non doveva accettare alcun regalo da Zeus.
Il Re dell'Olimpo però vide il rifiuto come un affronto e colpì Epimeteo indirettamente, punendo il fratello Prometeo: lo fece incatenare, nudo, con lacci d'acciaio nella zona più alta e più esposta alle intemperie del Caucaso e gli venne conficcata una colonna nel corpo. Inviò poi un'aquila perché gli squarciasse il petto e gli dilaniasse il fegato, che gli ricresceva durante la notte, giurando di non staccare mai Prometeo dalla roccia.

Epimeteo dispiaciuto per il fratello, accettò di sposare Pandora ma la donna era tanto stupida quanto bella perché sventatamente e per pura curiosità aprì un vaso che Epimeteo teneva gelosamente custodito, nel quale Prometeo aveva chiuso tutti i mali che potessero tormentare l'uomo: la fatica, la malattia, la vecchiaia, la pazzia, la passione e la morte. Essi uscirono e immediatamente si sparsero tra gli uomini; solo la speranza, rimasta nel vaso tardivamente richiuso, da quel giorno sostenne gli uomini anche nei momenti di maggior scoraggiamento.

Altro Mito conosciuto, legato a Prometeo, narra della sua liberazione, avvenuta dopo tremila anni, da parte di Eracle (più conosciuto come Ercole) il quale trafisse con una freccia l'aquila che lo tormentava e spezzò le catene che lo tenevano prigioniero.

Cercando uno spunto su cui discutere, si potrebbe parlare del Vaso di Pandora.
Perchè l'uomo cerca l'origine dei mali?
Discutiamone!

(Ovviamente, se vi ha colpito qualche altro punto, non esitate a dirlo!!)
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